Giornata Nazionale di sensibilizzazione: domenica 20 settembre 2026

Sostenere il parroco è sostenere l’intera comunità

I sacerdoti sono accanto alle persone ogni giorno: in parrocchia, negli ospedali, nelle carceri, dove c’è fragilità e bisogno. Le Offerte deducibili permettono loro di dedicarsi a tempo pieno alla comunità. Si può donare qualsiasi importo, in qualsiasi momento dell’anno.

Che cosa sono le Offerte deducibili

Sono le somme inviate all’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero (ICSC), l’ente che raccoglie e gestisce i fondi della Chiesa cattolica per garantire una remunerazione ai circa 31.000 sacerdoti in Italia e in missione all’estero (i fidei donum). Si chiamano anche «offerte» o «erogazioni liberali».

Grazie a queste offerte i sacerdoti possono vivere con dignità e dedicarsi a tempo pieno alla loro comunità. Sono inoltre garantiti un supporto assistenziale e la previdenza. Nel 2025 i sacerdoti sostenuti sono stati circa 31.000 nelle 226 diocesi italiane: 28.251 in ministero attivo (oltre 200 missionari fidei donum) e 2.498 anziani o malati.

Non sono la stessa cosa dell’offerta in chiesa

Spesso si fa confusione. Le due forme di aiuto hanno scopi diversi e non si sostituiscono: servono entrambe.

Offerta deducibile

Come si dà: con carta, bonifico, bollettino postale o presso l’Istituto diocesano, a favore dell’ICSC.

A cosa serve: alla remunerazione dei circa 31.000 sacerdoti, alla loro assistenza e previdenza.

Vantaggio fiscale: sì, è deducibile dal reddito.

Offerte in chiesa

Come si dà: in contanti al parroco, all’ufficio parrocchiale, nella colletta della Messa o nelle cassettine.

A cosa servono: alle spese correnti della parrocchia: bollette, pulizie, attrezzature per l’oratorio, piccole emergenze.

Vantaggio fiscale: no.

Perché sono importanti

Un sacerdote accompagna le persone nelle stagioni della vita, apre le porte a chi bussa, resta accanto a chi è solo o malato. Sostenerlo significa rendere possibile tutto questo per un’intera comunità.

Fino agli anni Ottanta lo stipendio dei sacerdoti (la «congrua») era assegnato dallo Stato. Con la revisione del Concordato del 1984 questo sistema è stato sostituito da uno basato sulla partecipazione dei fedeli: l’8xmille e le Offerte deducibili. Il principio è la perequazione: tutti i fedeli sostengono tutti i sacerdoti, anche quelli delle parrocchie piccole o più povere.

Da dove arrivano i fondi

Nel 2025 il fabbisogno per il sostentamento dei sacerdoti è stato di 528 milioni di euro lordi. Comprende la remunerazione mensile (dodici mensilità, intorno ai 1.000 € netti), le imposte IRPEF, i contributi previdenziali e assistenziali e l’assicurazione sanitaria. Ecco da dove sono arrivati i fondi.

8xmille
70,6% (372,6 milioni di €)
Rendite degli Istituti diocesani
5,6% (29,7 milioni di €)
Parrocchie ed enti ecclesiastici
6,9% (36,7 milioni di €)
Remunerazioni proprie dei sacerdoti
15,4% (81,0 milioni di €)
Offerte deducibili
1,5% (8,0 milioni di €)

Le Offerte deducibili sono la quota più piccola, l’1,5% del fabbisogno. Ma è una quota che ciascuno può far crescere con un gesto diretto, di qualsiasi importo.

Fonte: Rendiconto 2025, Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa cattolica (CEI).

Quante persone donano

Nel 2025 hanno fatto un’offerta 64.716 persone, per un totale di 8 milioni di euro (7,98). L’offerta media è stata di 73 euro. Il numero dei donatori negli ultimi dieci anni è sceso: per questo ogni nuovo donatore conta.

Donatori per anno, dal 2016 al 2025

78.330
2016
78.176
2017
74.928
2018
66.509
2019
78.853
2020
75.826
2021
74.891
2022
72.836
2023
67.566
2024
64.716
2025

Serie omogenea dal 2016, anno in cui sono stati inclusi anche i donatori che usano il bonifico bancario. Fonte: Rendiconto 2025, allegato 1.

Nel Lazio

Nel 2025 hanno donato 4.804 persone, con un’offerta media di 74,43 €.

Sono 74 donatori ogni 100.000 abitanti, contro una media nazionale di 104: c’è ancora molto spazio per crescere.

Come sta andando il 2026

19.970 donatori dal 1° gennaio al 26 agosto, di cui 1.770 alla prima offerta. L’obiettivo per il 2026 è di 70.000.

29% dell’obiettivo (dati al 26 agosto 2026)

Un vantaggio fiscale per chi dona

Lo Stato riconosce il valore sociale del servizio dei sacerdoti: l’importo donato all’ICSC viene sottratto dal reddito imponibile, e così si pagano meno tasse (IRPEF e relative addizionali). La deduzione è riconosciuta fino a un massimo di 1.032,91 euro all’anno.

Un esempio indicativo

Offerta versata all’ICSC 100 €
Importo dedotto dal reddito 100 €
IRPEF in meno con aliquota del 23% circa 23 €
Costo effettivo dell’offerta circa 77 €

Il risparmio reale dipende dal tuo scaglione IRPEF e dalle addizionali locali. Per il tuo caso specifico chiedi al tuo CAF o al tuo commercialista.

Come far valere la deduzione

  1. Dona entro il 31 dicembre. Contano le offerte fatte dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno.
  2. Conserva la ricevuta. Vanno bene la ricevuta del bollettino postale, l’estratto conto della carta, la contabile del bonifico o la quietanza.
  3. Indica l’importo nella dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Redditi) relativa all’anno in cui hai donato, che presenti l’anno dopo.

Come donare

Puoi scegliere il sistema che preferisci, per qualsiasi importo e in qualsiasi momento dell’anno.

Carta di credito

In modo semplice e sicuro, online o per telefono.

Sul sito: www.unitineldono.it/dona-ora

Al Numero Verde: 800 825 000

Conto corrente postale

Versamento in qualsiasi ufficio postale sul c/c n.

57803009

Intestato all’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero.

Bonifico bancario

Presso le principali banche italiane, a favore dell’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero.

IBAN

IT33 A030 6903 2061 0000 0011 384

Causale: Erogazioni liberali art. 46 L. 222/85

Elenco delle banche disponibili su unitineldono.it/dona-ora

Istituto diocesano

Puoi versare direttamente presso l’Istituto Diocesano Sostentamento Clero della tua diocesi.

Elenco degli Istituti diocesani

Per avere la deduzione: indica sempre la causale «Erogazioni liberali art. 46 L. 222/85».

Se paghi con carta di credito, il titolare della carta deve essere la stessa persona che fa l’offerta.

Domande frequenti

La mia offerta va al mio parroco?

Va a tutti i sacerdoti, compreso il tuo parroco. L’ICSC raccoglie le offerte di tutta Italia e le ripartisce come remunerazione mensile ai circa 31.000 sacerdoti, compresi i sacerdoti anziani o malati e i missionari fidei donum. È il principio della perequazione: nessuna comunità, anche piccola, resta senza un sacerdote sostenuto.

Quanto guadagna un sacerdote?

Circa 1.000 euro netti al mese per dodici mensilità. Un sacerdote appena ordinato riceve poco meno, un vescovo vicino alla pensione circa 1.600 euro (dati CEI 2025).

Quanto devo donare?

Qualsiasi importo va bene. La deduzione fiscale è riconosciuta fino a 1.032,91 euro all’anno. Anche un’offerta piccola, ripetuta ogni anno, è un aiuto concreto.

Dono già con l’8xmille: serve anche questa offerta?

Sono strumenti diversi e non si sostituiscono. L’8xmille è la scelta di destinare una quota delle imposte, senza spendere nulla in più. Le Offerte deducibili nascono dalla scelta libera e personale di ogni fedele e sono destinate unicamente al sostentamento dei sacerdoti.

Quali costi di gestione ci sono?

I costi e gli oneri di gestione sono interamente a carico della Conferenza Episcopale Italiana, quindi l’offerta arriva intera ai sacerdoti.

Posso donare più volte all’anno?

Sì. Si può donare in qualsiasi momento, una volta o più volte, e la deduzione vale per il totale delle offerte dell’anno fino al limite di 1.032,91 euro.

Un gesto che fa bene a tutti

«Dio ama chi dona con gioia» (2Cor 9,7). Nessuno è chiamato a donare per forza: ma chi sceglie di farlo contribuisce a tenere viva la vita della comunità, di ogni comunità.

Per qualsiasi dubbio puoi rivolgerti al parroco o all’ufficio parrocchiale.

Informazioni tratte dai materiali della Giornata Nazionale e dai siti ufficiali unitineldono.it e sovvenire.chiesacattolica.it (Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa cattolica, CEI). Dati: Rendiconto 2025. Le indicazioni fiscali sono generali e non sostituiscono la consulenza di un professionista.